22/07/09

Federico Commandino

Quest’anno cadono i 500 anni dalla nascita del “padre” della scienza urbinate: Federico Commandino (1509-1575), uno dei massimi matematici-umanisti europei del Cinquecento, personaggio tanto influente sulla storia della scienza, quanto finora poco conosciuto. Influente perché le sue traduzioni dei classici della scienza antica – Euclide, Archimede, Apollonio – furono i testi su cui si formarono personaggi come Galileo, Keplero, Huygens.


Il Centro internazionale di studi “Urbino e la prospettiva” organizza un convegno su Federico Commandino, 18 e il 19 settembre 2009, presso il Dipartimento di Filosofia “A. Massolo”, Palazzo Albani, via Timoteo Viti 10, Urbino.

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21/07/09

Cambiare l'insegnamento della matematica: la formula di Arthur Benjamin

Sottotitoli in italiano per la conferenza di Arthur Benjamin

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Gioielli e frattali


La maison di Boucheron ha collaborato con il pluripremiato designer industriale Marc Newson per creare forse il primo genere di gioielli ispirati dalla geometria frattale.

18/07/09

Problema dei ponti di Königsberg

Problema dei ponti di Königsberg: in questo famoso problema, il solutore deve cercare di trovare l'eventuale percorso che consenta di attraversare ogni ponte una e una sola volta e tornare, alla fine, al punto di partenza.

Non solo Eulero determinò che non esisteva alcun percorso di questo genere, ma diede di fatto il via alla teoria dei grafi.

Una griglia 2x2 è percorribile attraverso 6 percorsi distinti.
Quanti percorsi distinti esistono in una griglia 20x20?

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Sulla dotta ignoranza

"Noi crediamo di conoscere la realtà con la matematica e le scienze; ma sono proprio esse a dirci che la realtà è un mistero insolubile per la nostra mente." (Nicola Cusano 1440)

E poi

"Socrate diceva: “Io so una sola cosa, di non sapere nulla”.

S. Agostino ha usato per la prima volta il concetto di “dotta ignoranza”. Esiste l’ignoranza dello sciocco, di colui che non sa e non vuol sapere; ed esiste l’ignoranza del dotto, cioè di colui che, pur conoscendo molte cose, sa che infinitamente più grande è la non conoscenza. Dunque un’ignoranza “dotta”, consapevole.

Bernardo di Chartres (XII secolo) si è servito dell’immagine dei “nani sulle spalle di giganti”: noi siamo i nani, che possiamo guardare più lontano dei nostri antenati non per la nostra piccola statura, ma in virtù del fatto che siamo posti più in alto."

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16/07/09

BeachMat

BeachMat, la tournee estiva di MateFitness, la prima Palestra della Matematica nata a Genova nell’aprile 2006 da una collaborazione tra il CNR-PSC, l’Università di Genova e Palazzo Ducale, dedicata alla divulgazione creativa della matematica.

Il calendario dell’iniziativa prevede tre giorni di attività negli stabilimenti balneari di Spotorno (Savona) dal 21 al 23 luglio, a conclusione dei quali è in programma la conferenza interattiva dal titolo «Mai più paura della Matematica» a cura di Giovanni Filocamo.
In programma anche una giornata in piazza a Zoagli (Genova) che si concluderà con l’entusiasmante percorso di sopravvivenza matematica a squadre (25 luglio) ed una serata di “Matematica in Piazza”” dedicata ai bambini a Villa Rocca di Chiavari (Genova) il 6 agosto prossimo.

http://www.matefitness.it/index.php/eventi/visualizza/beachmat--spotorno-2009-123

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Maturità e dintorni


Condivisibile quanto detto a proposito dell'articolo di Mario Giordano (uno di quei giornalisti che sottolinea con orgoglio quanto era asino a scuola, come a lasciar passare il messaggio: solo chi è asino può avere successo nella vita).

Non condivido invece l'opinione "negativa" sull'articolo del professore Giorgio Israel, intervento che reputo sensato (troppo sensato da poter essere perseguibile?) e riporto di seguito una parte già segnalata nel post del 25/06/2009:

"Occorre riqualificare la funzione dell’insegnante introducendo una progressione di carriera e un sistema di formazione e reclutamento basati sul merito (ovvero su prove e verifiche). Occorre ricondurre gli attori della scuola ai loro ruoli: niente più famiglie sindacati dei figli e studenti che comandano a scuola (da questo punto di vista la vicenda dei tabelloni del Liceo Berchet di Milano con i voti dati dai docenti agli studenti accanto a quelli dati dagli studenti ai docenti è un episodio di squallida demagogia). La valutazione delle scuole va effettuata da commissioni ispettive “umane” composte da insegnanti esterni o anche in pensione. Occorre procedere a un riesame a fondo di curricula e programmi mettendo al bando fumisterie e metodologie vacui e procedendo a una rigorosa riqualificazione disciplinare. Infine, occorre un esame della questione dei libri di testo."

E per chi non avesse letto tutto l'articolo di Roberto Bertoni, mi permetto di riportare qui la sua parte conclusiva:

"Senza dubbio, (la scuola italiana) andrebbe riformata in numerosi aspetti (a cominciare dai programmi ormai obsoleti), ma la struttura è ottima, chi vi lavora sono per lo più persone che credono nel proprio lavoro e si impegnano ogni giorno per costruire un futuro più giusto ed una società più libera. Giordano e altri si beano della disumanità delle nuove riforme, dato che a loro non importa nulla della scuola; anzi, la temono, visto che è un luogo dove c’è ancora qualcuno che insegna faticosamente a pensare e a distinguere le menti libere da coloro che pagherebbero per vendersi (per dirla con Victor Hugo). Per troppo tempo, le istituzioni hanno avuto timore della scuola e il risultato è sotto i nostri occhi: la gente ha paura delle istituzioni, non se ne fida più e dilagano l’antipolitica, il berlusconismo più becero, il velinismo, il servilismo e tutti gli altri mali che stanno minando le fondamenta dell’Italia. Una scuola libera e ben valorizzata è l’unica possibilità che un Paese ha di crescere, e se oggi siamo fermi è soprattutto perché le pessime riforme degli ultimi quindici anni (sia di destra che di sinistra) hanno paralizzato la scuola, imbrigliandola in maglie burocratiche d’ogni sorta, fino a trasformare chi vi lavora in un semplice funzionario. È indispensabile che i ragazzi della mia generazione, ora che sono usciti dalla scuola, si ricordino per tutta la vita ciò che essa ha insegnato loro e sentano il dovere fondamentale di restituire alla scuola almeno una parte delle tantissime cose belle (non solo sul piano delle conoscenze, ma anche dal punto di vista delle amicizie e del divertimento) che hanno ricevuto in questi anni. E quando parlo di restituire, intendo investire nella scuola, non abbandonarla, difendere costantemente gli insegnanti dagli ingiusti attacchi cui sono sottoposti, avere il coraggio di contribuire a riaffermare il concetto che la cultura è imprescindibile per la difesa della democrazia. Per quel che riguarda alcuni “opinionisti” e i loro affiliati, nessuno può impedire a certe menti di esprimere le proprie convinzioni; basta leggerle con attenzione e poi ricordarsi di ciò che diceva Montanelli: “La servitù, in molti casi, non è una violenza dei padroni, ma una tentazione dei servi”. "